Alessio Bertallot si fa conoscere come DJ, conduttore radiofonico e televisivo, giornalista musicale. Ha suonato nei club italiani più importanti per la scena alternativa, e all’estero. Nel suo ambito è uno dei dj più richiesti. Dal 1996 è, con il suo programma “B Side“, a Radio DeeJay, il punto di riferimento della musica elettronica e della Club Culture in Italia.
Ricky Rinaldi si afferma come produttore; nel corso degli anni si distingue per la ricerca di sonorità sempre moderne e innovative: dal breack-beat jazz (Ohmguru) alla più sofisticata house (Pasta Boys, Manocalda), dal Hip Hop alla Chillout (Dj Rodriguez) e Lounge (Ninfa). E’ produttore di gruppi di culto della scena hip hop italiana come Isola Posse e Sud Sound System, di cura l¹intera produzione. Nel 1996 collabora a "Neffa e i messaggeri della Dopa". Nel 2001, sempre per Neffa, produce "Arrivi e partenze".
Roberto Vernetti si realizza come produttore. Ha collaborato con i più importanti nomi del panorama italiano: Elisa, Daniele Silvestri, Massimo Bubola, Elio e Le Storie Tese, Enrico Ruggeri, Fiorella Mannoia, Premiata Forneria Marconi e Teresia De Sio, Casino Royale e la colonna sonora del film “L’Imbalsamatore”. Accanto al lavoro di produttore, si affianca la ricca attività di remixer. Grazie alle sue libere rielaborazioni crea nuovi vestiti per le canzoni di Avion Travel, "Dormi e sogna", Carmen Consoli,"Quello che Sento", CSI, "Forma e Sostanza", Frankie Hi NRG, "Faccio La Mia Cosa" , Jovanotti, "L'Ombelico del Mondo", Patty Pravo "Pensiero Stupendo" e “BulaBula” di Mina.
Nota a cura di Alessio Bertallot
Abbiamo iniziato negli anni 80, quando il rap in italiano era una cosa inaudita. Nessuno capiva cosa fossimo. Ma il tempo impose l’attenzione sul genere e il momento in cui i media si accorsero del fenomeno noi ci scoprimmo trasversali rispetto a come veniva elaborato il rap in italia: ci piaceva mischiare jazz e rap, (Zitti Zitti ssshhh!!! mix - Attraversando) pescare i testi da lessici improbabili, come l’orario ferroviario (la vita è un treno) e il gergo bancario, costruire storie (piccoli pericoli) piuttosto che invettive, trasformare Buscaglione invece dei Public Enemy, campionare da Mina invece che da James Brown, recuperare la musica italiana degli anni 70 (Canzone d’amore). Trovare, insomma, una via italiana a quello che si faceva all’estero. Forse fu anche questo che ci convinse a portare al Festival Di Sanremo nel ‘92 un gesto: 30 secondi di silenzio, il tempo di uno spot, che volevano significare: a cosa serve tutto questo rumore? La musica, dov’è? Per fare questo dovemmo costruire una canzone intorno al silenzio, Zitti Zitti. Quei trenta secondi di riflessione dentro la canzone, in diretta televisiva, il record di ascolti della serata, ci cambiarono la vita. Ci abbiamo messo però 12 anni a fare un secondo disco. Non siamo stai mai molto puntuali… Nel frattempo era cambiato il mondo e anche noi. Aeroplanitaliani, nel 2003, si scoprì più legato alla canzone che al rap, (Sei felice?), più elettronico e rock (Io Via). Nel corso di tutto questo tempo sono stai elaborati remixes, accantonati versioni di brani che non sono mai stati pubblicati, scritte canzoni nuove (Bella, Perdermi in te e Zitti Zitti 2007).
Così, con soli due dischi all’attivo, gli Aeroplanitaliani pubblicano un’antologia dove tutte queste sensazioni variamente assortite vengono raccolte. Stranezze da artisti… Non c’era altro titolo che Tuttoattacato, come il nostro, strano, nome.




