LA STORIA



La Storia di Sugar

Sugar Music

Sugar Music è l'etichetta discografica indipendente numero uno in Italia e una delle più importanti realtà editoriali e discografiche d'Europa. A capo della società Filippo Sugar, attuale Presidente di FEM (Federazione Italiana degli Editori Musicali). Sugar Music è un'azienda di famiglia nata dall’intuizione e dall’impegno di Ladislao Sugar che ha cominciato a crearla nel 1932. Nel corso degli anni la Sugar sviluppato un catalogo  formidabile di opere di compositori illustri come Ennio Morricone, Luigi DallaPiccola, Luciano Berio, Goffredo Petrassi, Ivan Fedele… solo per citarne alcuni, mentre continua ad investire nella produzione di brani pop con più di novantamila canzoni, alcune delle quali di grande successo internazionale come Time to Say Goodbye, Gloria, More. Con la recente acquisizione del catalogo CAM che rappresenta vincitori di Oscar e di Grammy del calibro di Ennio Morricone,  Luis Bacalov , Riz Ortolani,  Sugar è oggi un marchio leader nel campo delle colonne sonore e della musica da film a livello mondiale.
Oltre che per l'attività editoriale, Sugar è famosa per la sua capacità di scouting, una attività fiorente che non conosce soste, a partire dal successo globale di Andrea Bocelli, grazie al lavoro della sua Presidente Caterina Caselli Sugar. Spesso vincitrice del Festival di Sanremo, Sugar ha un approccio originale alla pop music e le sue creazioni, sempre attente al mercato e al gusto internazionale,  promuovono la tradizione melodica  della lirica e della musica popolare italiana insieme ai più eleganti progetti  di musica contemporanea. Come dimostra la crescente attenzione internazionale per artisti come Elisa, Negramaro, Malika Ayane, e oggi Raphael Gualazzi.

Dietro la nascita di una star, di una grande canzone, di uno spettacolo c’è naturalmente il lavoro paziente di tante persone motivate, professionalmente competenti, e di chi li dirige.
Il successo di Andrea Bocelli, Elisa, Negramaro, Avion Travel e di tanti altri prima di loro non è che un capitolo della storia di una famiglia di imprenditori dello spettacolo, editori e discografici che comincia con Ladislao Sugar, self-made man ricco di talento e iniziativa che arriva a Milano dall’Ungheria all’inizio degli anni trenta del secolo scorso per dare vita a una impresa che nel giro di settanta e più anni spazierà dalla lirica al musical, dalle edizioni musicali alla produzione e distribuzione discografica, alla produzione di film e video.
Questa è in breve la storia di Ladislao Sugar, di suo figlio Piero e della moglie Caterina Caselli, del nipote Filippo e di marchi storici della musica italiana e internazionale come Suvini-Zerboni, Melodi, CGD, April Music, Messaggerie Musicali e poi, nel nuovo secolo, semplicemente Sugar e Sugar Music Publishing.
E’ una storia intrecciata con quella della cultura e dello spettacolo, con i grandi compositori del novecento italiano come Morricone, Malipiero, Petrassi, Dallapiccola, Maderna, Donatoni, Fedele; con i grandi nomi della lirica, della canzone, della radio, della televisione.
E’ la storia di una famiglia-impresa, una delle poche rimaste in Europa, che ha saputo resistere e crescere investendo capitali e tecnologie, ma soprattutto entusiasmo e competenze, e ritrovando ogni volta nuovi equilibri in mezzo ai cambiamenti epocali che hanno investito il mondo della musica e dei media negli ultimi settanta anni.

Tutto nasce dalla felice combinazione di intelligenza imprenditoriale e di amore per la musica (un mix che può ben essere definito "geniale), di un giovane ungherese sceso in Italia con una compagnia di Operette nei primi anni trenta del novecento. Editore de "Al Cavallino Bianco" in patria, Ladislao Sugar costituisce a soli 35 anni la sua prima società italiana a Milano nel 1932. La Melodi, così si chiamava con il suo piccolo ufficio in quella parte della imponente Galleria del Corso a cento metri dal Duomo che per molti anni sarà considerata la Mecca della musica italiana, si mise subito a pubblicare  spartiti e libretti delle operette di maggior successo come "La vedova allegra","Vittoria e il suo re","Ballo al Savoy", e ancora "Al cavallino bianco". Ma Ladislao era affascinato dalla musica popolare italiana e il catalogo Melodi si arricchì presto delle opere dei principali autori e compositori del tempo: Gorni Kramer,  Eldo Di Lazzaro, Mario Schisa, Nino Ravasini, Carlo Alberto Rossi, Mario Ruccione, Ermenegildo Rusconi, Mario Panzeri...


Fu come la piccola palla di neve che piano piano fa partire una valanga. In meno di venti anni quel piccolo ufficio di Galleria del Corso si trasformò in una grande casa discografica e editoriale, "una delle più importanti al mondo" come affermava a metà degli anni settanta il mensile Billboard, la "bibbia" della industria della musica americana e internazionale.


La crescita comincia presto, già  nel 1934 quando Ladislao entra in partecipazione nella Suvini Zerboni, uno dei principali editori musicali dell’epoca, che dalle operette aveva saputo allargarsi alla musica leggera ma anche alla musica
classica contemporanea firmando contratti con i più significativi compositori italiani di quegli anni: Pizzetti, Ghedini, Malipiero, Petrassi, Dallapiccola...
Nella nuova impresa Ladislao prima affiancò il proprietario, l’avvocato Paolo Giordani, per poi assumerne in prima persona la direzione nel 1935, quando l’anti-fascista militante Giordani, perseguitato per le sue idee, dovette esporsi il meno possibile. Nello stesso anno Ladislao sposava la milanese Marta Soleri e due anni dopo nasceva Piero.


Nel 1948, alla morte di Giordani, Ladislao Sugar ne acquistò dagli eredi la quota e divenne unico proprietario della Suvini Zerboni, ampliando il catalogo con l’acquisizione della casa editrice Mascheroni, creata dal famoso autore di canzoni
che fu invitato a restare come direttore creativo e principale autore. Ormai Sugar era maturo per l’espansione internazionale.


Sono due le canzoni che portarono Sugar sui mercati del mondo. Reginella Campagnola e La Piccinina, entrambe scritte da  Eldo di Lazzaro, che nella travolgente interpretazione della Glen Miller Orchestra prima e poi di Grace Fields portarono Sugar  ai vertici del successo popolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Intanto il successo di molti altri brani faceva
conoscere in tutta Europa, in America Latina e in Giappone questo editore ormai naturalizzato italiano.
Furono hits come  Piccolissima serenata lanciata da Teddy Reno, Come Prima lanciata in Italia da Tony Dallara e poi nel mondo da Mario Lanza con il film che porta lo stesso titolo. Chitarra Romana, Quando mi Innamoro lanciata nel mondo da Engelbert Humperdink con il titolo di A man without love. E ancora On an Evening in Roma (Sott'er celo de Roma) che fu uno dei grandi successi di  Dean Martin.


A quei tempi l’editore musicale era il cuore strategico della industria della musica, ma Ladislao si rese presto conto che per crescere bisognava diversificare l’attività editoriale aprendo alla distribuzione.
Già nel 1937 seguendo questa intuizione aveva creato Messaggerie Musicali,che In attesa dei dischi ancora poco diffusi, fu il primo a distribuire il "Canzoniere della Radio" che raccoglieva i testi delle canzoni più popolari trasmessi dalla EIAR, la prima e unica stazione radio italiana del tempo.


Ma già nel 1948 Ladislao riuscì ad assicurare a Messaggerie Musicali la distribuzione nazionale della CGD, Compagnia Generale del Disco fondata in quello stesso anno da Teddy Reno, uno dei cantanti italiani più noti anche a livello internazionale. E l’impresa ebbe un tale successo che presto Teddy Reno offrì a Sugar una partecipazione del 50% nella società discografica.
Era il 1952. Sette anni dopo, nel 1959, Teddy Reno cedette a Sugar anche l’altra metà. Così prendeva vita la CGD-Sugar protagonista per trent’anni della scena musicale italiana. Nella nuova veste di discografico Ladislao Sugar fu lesto a mettere sotto contratto cantanti di grande popolarità come Betty Curtis e Johnny Dorelli.
E nei vent’anni successivi  la lista d’onore degli artisti CGD arrivò a comprendere personaggi come Adriano Celentano e Ornella Vanoni, il leggendario gruppo pop dei Pooh, Loredana Berté, Pierangelo Bertoli, Umberto Tozzi, Raf, Enrico Ruggeri, Paolo Conte e molti altri interpreti alcuni dei quali famosi anche all’estero. Il piccolo editore di operette, già diventato uno dei maggiori editori musicali al mondo, dalla seconda metà degli anni cinquanta era ormai un discografico di
prima grandezza.

Il Gruppo Sugar con CGD e Messaggerie Musicali comincia subito a prosperare. Già a settembre del 1956 il fatturato delle Messaggerie Musicali raddoppia da 56 a 105 milioni di lire, con utili pari a oltre 14 milioni.
Nel campo della musica leggera il catalogo Sugar era fra i più ricchi in Italia,e l’attenzione ai mercati internazionali garantiva una crescita costante attraverso accordi molto profittevoli con case discografiche in Francia,Belgio, Argentina,
Brasile e negli Stati Uniti.


Anche se l’attività cresceva soprattutto nella musica leggera o popolare, Sugar non ha mai abbandonato il cuore "classico-contemporaneo" del suo catalogo che era concentrato nella Suvini-Zerboni. Ladislao era convinto da sempre che la musica fosse una sola, e sentiva il dovere morale di re-investire nella creazione di musica classica "nuova"una parte dei
profitti generati dalla musica popolare. Alla nipote Susi cui aveva affidato il catalogo della Suvini-Zerboni ripeteva più
volte che era pronto a continuare a investire in quel campo fino a cento milioni di lire all’anno, anche in perdita, perché di ogni lira guadagnata con la musica leggera un centesimo andava re-investito nella creazione di musica
"nuova". Sugar insomma sapeva fare scelte originali e assumersi rischi imprenditoriali certamente gravosi. La maggior parte dei suoi colleghi editori preferiva lavorare su un repertorio più convenzionale che garantiva meno rischi e una più ampia circolazione delle opere presso un pubblico di massa.
Lavorare come editore di compositori contemporanei non poteva dare un ritorno immediato, ma il gusto per questa sfida culturale ha dato a Sugar nel corso degli anni non solo un profilo distintivo ma anche molte soddisfazioni.
Il catalogo classico della Suvini Zerboni copre tutto l’arco della storia della musica Dal Settecento con le edizioni critiche di Frescobaldi tuttora in corso di pubblicazione, alle avanguardie storiche e contemporanee rappresentate negli anni trenta e
quaranta del Novecento da autori come Pizzetti, Ghedini, Malipiero, Dallapiccola, Petrassi; seguiti negli anni cinquanta e sessanta da Berio, Maderna, Donatoni, Clementi, Manzoni"fino ad arrivare ai nostri giorni con Ennio Morricone e
"giovani" compositori del calibro di Ivan Fedele, Alessandro Solbiati, Gilberto Bosco, Riccardo Nova, Luca Mosca, Paolo Arcà e Giovanni Verrando. Un catalogo che non si limita all’Italia, ma che nel tempo ha saputo ampliarsi all’America Latina, al Giappone,e in Europa al Belgio,Ungheria, Spagna con autori come Kazuo Fukushima, Yoritsuné Matsudaira, Henry Pousseur, Sandor Veress, Vladimir Vogel, Matyas Seiber e Luis de Pablo.


Arrivato all’età di 66 anni, nel 1960 Ladislao Sugar chiama ad affiancarlo alla guida della società il figlio Piero di 23 anni, giovane colto e di poche parole, con una passione per la letteratura e la filosofia, che aveva già creato una casa editrice
di libri, la Sugar, che il suo compagno di scuola e socio Massimo Pini porterà poi avanti con il marchio SugarCo.

Il boom economico dei primi anni sessanta proietta l’Italia fra i primi sette paesi più industrializzati del mondo occidentale e accelera la penetrazione della televisione pubblica che prende il posto della radio nelle case degli italiani. Il nuovo benessere insieme al crescente ruolo dei mezzi di comunicazione di massa fanno esplodere il mercato della musica registrata. Eventi tradizionali come il Festival di Sanremo, il principale appuntamento promozionale per la musica leggera italiana già dal 1951, diventano programmi televisivi in grado di raccogliere davanti alla Tv milioni e milioni di persone.
Abituale frequentatore del Festival Sugar ne esce spesso vincitore con brani di sua edizione e produzione. Come nel 1964 quando una ragazzina veronese poco più che quindicenne, Gigliola Cinquetti, trionfa a Sanremo e poco dopo anche
al Festival Europeo della Canzone organizzato dalla Eurovisione a Copenhagen, con una canzone costruita su di lei (Non ho l’età) che diventa in pochi mesi uno dei più sensazionali successi internazionali di Sugar.

Altre vittorie memorabili furono quelle dei trio Tozzi-Morandi-Ruggeri nel 1987, dei raffinati Avion Travel nel 2000, di Elisa nel 2001, e di Rafael Gualazzi fra gli esordienti nel 2011.



Ma un impatto decisivo nella storia della etichetta Sugar lo ebbe un’altra partecipazione, pur non vittoriosa, a Sanremo.
Nel 1966 Adriano Celentano doveva partecipare al Festival con Nessuno mi può giudicare, brano di cui aveva già inciso il disco. Dopo vari ripensamenti l’interprete e autore milanese preferì portare a Sanremo Il ragazzo della via Gluck, per molti anni la prima canzone a richiamare il tema oggi cruciale della "protezione dell’ambiente". Così Sugar offrì  2Nessuno mi può giudicare" a Caterina Caselli, esuberante ventenne modenese che amava il rock e il rhythm&blues. Fu un successo incredibile con le presse della CGD che dovettero lavorare giorno e notte per soddisfare gli ordini. Nel giro di una notte nacque la stella di Caterina Caselli che quattro anni più tardi, al vertice del successo, sposa Piero Sugare interrompe di sua volontà la breve e fortunata carriera di cantante.

Nel 1971 Filippo e Caterina annunciano la nascita di Filippo, attuale presidente e chief execuive officer del Gruppo Sugar


In quello stesso anno il Gruppo Sugar controllava più di cinquanta società editoriali in Italia, tredici società direttamente possedute all’estero, e molte altre ancora in partecipazione. Ma Ladislao non era uomo da star seduto sugli allori e
sebbene ormai anziano per il suo settantesimo compleanno si regalò una nuova creatura imprenditoriale, la April Music, che subito firma un accordo di partecipazione con la grande casa discografica americana CBS da cui nasce prima la CBS Italia che poi si fonderà con CGD dando vita al marchio CBS SUGAR. Nel 1974, la famiglia lascia gli storici uffici di Galleria del Corso e trasferisce il quartier generale, gli studi di registrazione e la fabbrica di dischi in un complesso industriale di cinque piani e ventimila metri quadri non lontano dall’aeroporto milanese di Linate. Un segno che l’attitudine al mercato internazionale del fondatore era passata ai suoi eredi. E in questo nuovo contesto Caterina Caselli Sugar fa il suo debutto come produttrice discografica fondando l’etichetta Ascolto che si specializza nella ricerca e sviluppo di talenti "alternativi", artisti impegnati come il cantautore Pierangelo Bertoli, sperimentali come il gruppo degli Area con il suo straordinario
vocalist Demetrio Stratos, musicisti colti con una particolare sensibilità per la musica tradizionale e il folk italiano come il violinista Mauro Pagani, già leader del gruppo rock italiano PFM. Nei primi anni ottanta la  Ascolto diventerà la Insieme.
Ma prima di allora, nel 1981, il viaggio terreno di Ladislao fu interrotto all’età di 85 anni, da un infarto.
Nonostante il grave colpo la famiglia decise di proseguire con Piero alla presidenza e sua moglie Caterina come vice-presidente della CGD, il marchio storico della discografica Sugar tornata in scena nel 1977 dopo la chiusura
consensuale dell’accordo con CBS. Negli anni ottanta la crescente concorrenza mise a dura prova le più fragili etichette nazionali e in una fase di crisi del mercato le grandi multinazionali del disco riuscirono a espandersi in Italia sfruttando al meglio il vantaggio che gli derivava dalla possibilità di trasferire immensi cataloghi sul primo supporto digitale di suono, il compact disc, che in meno di dieci anni spazzò via dal mercato tutti gli altri formati. Fu così che nonostante un fatturato medio sui 40-50 miliardi di lire che ne fa la più grande fra le etichette nazionali, CGD non raggiunge la massa critica
necessaria a competere e dovette arrendersi. Era il mese di luglio 1989 quando Piero Sugar firma a New York con Ramon Lopez, Presidente della Warner Music International (allora denominata WEA), l’accordo che cedeva alla WEA  la gloriosa Compagnia Generale del Disco con il suo straordinario catalogo storico di artisti e interpreti come Adriano Celentano, Ornella Vanoni, Gigliola Cinquetti, Paolo Conte, Pooh, Matia Bazar, Enrico Ruggeri, Umberto Tozzi, Raf, Loredana Bertè, il meglio della musica popolare italiana.  Sugar mantenne i due grandi negozi nel centro di Milano che erano stati i bastioni della attività commerciale delle Messaggerie Musicali e si concentrò sullo sfruttamento e  lo sviluppo del catalogo editoriale tramite le sue numerose società. La ricerca dei talenti e la produzione discografica ricominciò da zero, questa volta sotto la direzione unica di Caterina Sugar e della sua etichetta Insieme-Sugar (oggi denominata Sugar).  Nominata Presidente Caterina Caselli dimostrò subito di aver appreso in pieno la lezione di suo suocero, investendo nella nuova attività quella miscela di entusiasmo, capacità di rischio, e attenzione al mercato internazionale che è alla base del successo. Già un anno dopo la cessione a WEA, Caterina produce Notte Italiana, l’inno dei Campionati del Mondo di Calcio (Italia 1990) scritto da Giorgio Moroder e interpretato da Gianna Nannini e Edoardo Bennato, che fu subito una hit internazionale, ai vertici delle hit-parades per quasi un anno.

Quindi viene il successo di Gerardina Trovato al Festival di Sanremo 1993. E naturalmente il più grande di tutti, il tenore Andrea Bocelli, lanciato nel 1994 a Sanremo e subito salito ai vertici in tutto il mondo nel duplice ruolo di interprete di musica popolare e operistica, un artista unico capace di vendere quasi settanta milioni di copie in quindici anni di carriera e di dominare sistematicamente con i suoi album le classifiche classiche e leggere di tutto
il mondo. Soprattutto negli Stati Uniti, mercato tradizionalmente avaro di risultati per gli artisti italiani, dove Andrea rappresenta una eccezione con 40 milioni di dischi venduti, numerosi Grammy Awards, una nomination agli Oscar nel 1999
con The Prayer in coppia con Celine Dion, e le standing ovation nei numerosi concerti dal vivo che ogni anno vanno regolarmente esauriti. Andrea è tanto amato negli Stati Uniti che dopo la tragedia dell’11 settembre 2001 a lui,non americano, fu chiesto di cantare l’Ave Maria di Schubert a Ground Zero, pochi mesi dopo il disastroso attentato terroristico.


Andrea Bocelli con le sue performance eccezionali appartiene a una classe a sé, ma il "roster" del Gruppo Sugar non ha mai messo di crescere. Al punto che nel 1997 l’autorevole Financial Times, citando una ricerca di mercato del
periodico britannico specializzato Music&Media, scriveva che "Dopo Virgin,Sugar è certamente la seconda label  europea in termini di dischi venduti..." grazie a Bocelli naturalmente, ma anche a una gestione attenta ed esigente e agli altri artisti scoperti e portati al successo nel tempo da Caterina Caselli Sugar: Gerardina Trovato e Paolo Vallesi nei primi anni novanta; Elisa e AvionTravel alla fine del secolo scorso; Negramaro e Malika all’inizio del nuovo millennio.
E oggi, naturalmente, Rafael Gualazzi.

Il Gruppo Sugar, tuttora controllato al 100% dalla famiglia, è guidato da Filippo, figlio di Piero e Caterina Caselli e nipote di Ladislao, che ha iniziato la sua carriera alla guida delle Messaggerie Musicali all’età di 22 anni per diventare Chief Executive Officer del Gruppo nel 1997 a soli a 26 anni (!!).Un incarico che coincide con l’inizio della seconda rivoluzione digitale, le sue molte minacce e le sue poche promesse. Di fronte al paradosso di una “domanda” di musica che continua a crescere attraverso tutti i possibili media e supporti digitali, mentre il declino dei mercati tradizionali del disco è accelerato dallo scambio illegale di files su internet e dalla diffusione della pirateria a livelli mai visti prima, Filippo Sugar ha deciso di adottare lo stesso atteggiamento del nonno Ladislao: accettare la sfida, e trasformare i problemi in opportunità. Così ri-disegna completamente il profilo del Gruppo, prima trasformando i due grandi negozi Messaggerie Musicali di Milano e Roma  in giganteschi megastore multimediali, poi lanciando con Messaggerie Digitali la prima piattaforma italiana di distribuzione legale della musica on-line, mentre l’attenzione ai media più vicini al mondo della musica lo coinvolge nella editoria radiofonica locale (il progetto Lifegate di cui Sugar è il secondo maggior azionista).  
Sempre attento a rivedere le strategie di gruppo nel 2006 Filippo cede l’attività commerciale dei due megastore alla Divisione Librerie dell’Arnoldo Mondadori Editore (il maggior editore e distributore di libri e periodici in Italia), mantenendo la proprietà dei siti e dello storico marchio Messaggerie Musicali. L’ottima scelta di tempo e il profilo dell’acquirente permettono al gruppo di uscire con profitto dal settore commerciale fisico che si appresta a pagare un pesante tributo alla smaterializzazione delle vendite di contenuto, e di continuare a investire nell’attività editoriale e nella produzione audio e audiovisiva in un’ottica sempre più internazionale, focalizzandosi per esempio sullo sviluppo di un “brand” come quello che ruota intorno a Andrea Bocelli e altri nuovi artisti.
Nel 2009 Filippo Sugar è stato eletto Presidente della FEM, Federazione Italiana degli Editori Musicali, e ha lanciato una grande campagna per lo svecchiamento e la razionalizzazione della Società Italiana Autori e Editori SIAE, con l’obbiettivo di aumentare i ricavi dallo sfruttamento dei copyright che autori e editori le affidano.
Nel 2010 Sugar ha deciso di superare una tradizionale linea di confine e di entrare con lo storico marchio Insieme nel management delle attività “live” di alcuni dei suoi artisti, a cominciare da Malika Ayane.
Nel 2010-2011 la concezione e la realizzazione del grande concerto di Andrea Bocelli al Central Park di New York è la prova ulteriore di come Sugar interpreta in modo evoluto e innovativo il ruolo di editore musicale al tempo di oggi.

Tutto nasce dalla felice combinazione di intelligenza imprenditoriale e di amore per la musica

(un mix che può ben essere definito “geniale), di un giovane ungherese sceso in Italia con una

compagnia di Operette nei primi anni trenta del novecento.

Editore de “Al Cavallino Bianco” in patria, Ladislao Sugar costituisce a soli 35 anni la sua

prima società italiana a Milano nel 1932. La Melodi, così si chiamava con il suo piccolo ufficio

in quella parte della imponente Galleria del Corso a cento metri dal Duomo che per molti anni

sarà considerata la Mecca della musica italiana, si mise subito a pubblicare  spartiti e libretti

delle operette di maggior successo come “La vedova allegra”,”Vittoria e il suo

re”,“Ballo al Savoy”, e ancora “Al cavallino bianco”. Ma Ladislao era affascinato dalla

musica popolare italiana e il catalogo Melodi si arricchì presto delle opere dei principali

autori e compositori del tempo: Gorni Kramer,  Eldo Di Lazzaro, Mario Schisa, Nino Ravasini,

Carlo Alberto Rossi, Mario Ruccione, Ermenegildo Rusconi, Mario Panzeri…